Sei seduto. Di fronte a te un bicchiere d’acqua e la sua ombra. Prendi in mano il bicchiere e l’ombra sparisce. Bevi. Lo appoggi e l’ombra torna al suo posto.
Ti sei mai chiesto perchè non ce ne frega niente delle ombre?
L’ombra delle cose è la seconda lettura che non fai mai a tempo a fare.
Le cose, facile. E i sentimenti? L’ombra della rabbia è granulosa, della vendetta obliqua e tagliente, della compassione morbida, dell’amore trasparente. Forse.
Glenn Gould diceva che l’ego dimentica sempre l’ombra. Un do maggiore messo lì a casaccio è sfacciato. Tutta l’immaginazione è persa. Il sistema che soggiace non si sente per la prepotenza.
Se invece approfondiamo la lettura di un evento e dimentichiamo per un attimo l’io, anche uno stupido bicchiere appoggiato sul tavolo permette di immergersi nelle sue onde d’acqua prima, e nelle sue ombre di tovaglia poi.