Mancalacqua Capitolo 6

Mancalacqua

Capitolo 6

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Il numero del ghiacciolo funzionava in questo strano modo.

Forse conoscete anche voi la famosa buca di Flan, uno scavo di una decina di metri dove l’acqua del fiume di Mancalacqua forma mulinelli dov’è pericolosissimo nuotare.

Sotto si diceva vivessero pesci preistorici dalle forme semplici, come se un bambino disegnasse un pesce ed eccolo lì, nascosto negli abissi della famosa buca di Flan.

Un inverno faceva talmente freddo che il fiume si ghiacciò. Nessuno in paese si ricordava di un fatto simile. E Primo, che da qualche tempo non riscuoteva più successo di pubblico, sfidò la cittadinanza e il sindaco.

Aspettò la domenica, chiese a Don Isabelle, il prete dal nome femminile, di poter leggere la pagina del Vangelo di quel giorno.

«Solo io posso leggere il Vangelo», disse Don Isabelle con la sua voce acuta e la sua pancia tronfia.

«Domenica lo leggerò io», disse Primo. E Don Isabelle grattandosi la barba ispida comprese la sua risolutezza e infine acconsentì.

Ma Primo aveva tutt’altra idea. Non lesse il Vangelo, anzi chiuse il grande libro con teatralità e dal pulpito parlò ai fedeli:

«Amici miei, il fiume è ghiacciato. Ma sotto sta intrappolata Petuna, una delle mie adorate scimmiette!»

I credenti cominciarono a mugugnare. Più per l’interruzione della santa messa che per la sorte della povera scimmietta.

«Ma io la andrò a prendere! Ho già scavato un buco nel ghiaccio e riuscirò ad entrare, salvarla e uscirne vivo!»

«Impossibile!» replicò il sindaco in prima fila alzandosi finalmente in piedi.

«Possibile!» ribatté Primo. «Seguitemi!»

I fedeli mormorarono. Achille Casavecchia si consultò con il parroco e infine accettarono. Andarono tutti al fiume uscendo in fretta e furia. Il vento gelido faceva volare i cappelli di chi portava i cappelli e Primo si portò dietro il suo asinello e le sei scimmiette.

Proprio al centro della buca di Flan, sul ghiaccio spesso chissà quanti centimetri, Primo aveva scavato un foro e dentro al foro l’acqua del fiume scorreva come al solito e dentro l’acqua la usa scimmietta Petuna.

«Mi calerò dentro l’acqua ghiacciata», disse Primo con il petto all’infuori mentre i fedeli sgranavano gli occhi, «nuoterò fino all’abisso e risalirò redivivo con Petuna!»

I fedeli applaudirono, un applauso sordo per via dei guanti. Le sei scimmiette salivano sopra le spalle dei bambini. Primo si spogliò fino a restare nudo, camminò sulla punta dei piedi sul ghiaccio e sparì dentro al buco.

Passarono i primi minuti, tre. La gente, che già batteva i denti per il freddo, era convinta fosse morto. Passarono altri minuti, cinque. I primi fedeli infreddoliti tornarono a casa. Don Isabelle diede l’estrema unzione. Achille Casavecchia camminò adagio sulla superficie cercando di non cadere con il suo sedere portentoso sulla lastra di ghiaccio e andò a spiare dentro al buco.

«Abbiamo capito Primo, è meglio se la tua scmimietta la lasci dov’è. Ora vieni su!»

Passarono altri minuti, un paio.

«Sarà morto», concluse il sindaco con un sospiro, e tutti se ne andarono.

Tre giorni dopo, celebrando la messa per la morte di Primo Pasini, ex controrsionista smilzo ora ghiacciolo, al posto della pagina del Vangelo, Don Isabelle si trovò un foglietto spiegazzato con un ritornello:

Son smilzo sì, ma non tanto da esser morto

Dal fiume si può uscire, basta non avere il fiato corto

Lo sapevi che c’è un filo d’aria sebbene all’addiaccio…

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