Counseling a indirizzo gestaltico

Uno spazio in cui sentirti accolto, sostenuto, e ritrovare le tue risorse interiori. A Verona in via Pradelle 5 oppure online.


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Studio a Verona in via Pradelle 5

Cos’è il counseling gestaltico?


I colloqui di counseling sono rivolti a chi sta attraversando momenti di transizione, incertezza, blocco emotivo o ricerca di senso.

Il counseling è un percorso attivo in cui, partendo dalle risorse personali, si esplorano blocchi, emozioni e possibilità di cambiamento.

Con l’approccio gestaltico e bioenergetico, corpo, mente e relazione si intrecciano in un lavoro che favorisce chiarezza, presenza e direzione.

Il counselor parte da 3 assunti: assenza di giudizio, accettazione incondizionata, autenticità nella relazione. Con empatia, ascolto, domande, presenza ed esercizi ti aiuto a dare forma a quello che senti e a ritrovare le tue risorse.

Il counselor parte dalla convinzione che ogni individuo ha già le risorse per superare un problema, e lo aiuta a trovarle.

Lavoro in italiano e in inglese.


Quando il counseling può essere utile?


Il counseling gestaltico può essere d’aiuto nelle seguenti situazioni:

Ansia e confusione:

/ Senti un’ansia persistente, anche senza un motivo preciso
/ Hai pensieri ricorrenti o fatichi a prendere decisioni
/ Ti senti mentalmente sovraccarico

Cambiamento e transizioni

/ Stai attraversando un cambiamento (lavoro, casa, studio, relazioni)
/ Vivi un momento di crisi esistenziale o perdita di senso
/ Senti che qualcosa è “finito” ma non sai cosa sta per iniziare

Relazioni difficili o dolorose

/ Ti senti solo anche in mezzo agli altri
/ Hai vissuto una separazione o un conflitto importante
/ Ti costa dire no, esprimerti o farti ascoltare

Blocchi emotivi o corporei

/ Fai fatica a sentire cosa provi
/ Ti senti “chiuso”, scollegato dal corpo o come se fossi fuori da te
/ Hai vissuti emotivi forti che non riesci a elaborare

Desiderio di crescita personale

/ Vuoi conoscerti meglio e imparare ad ascoltarti
/ Cerchi un tempo per te, senza aspettative
/ Desideri cambiare il modo in cui stai in relazione con gli altri


Chi si rivolge al counselor?


Chi sta attraversando un momento di confusione o stanchezza emotiva rispetto ad un certo tema e sente il bisogno di fermarsi e dare significato.

Chi vive una fase di cambiamento o transizione (una separazione, un lutto, un nuovo lavoro, la nascita di un figlio…)

Chi si sente bloccato, come se qualcosa impedisse di andare avanti, ma non sa bene che cosa.

Chi ha difficoltà nelle relazioni familiari, di coppia, lavorative e vorrebbe comprenderle meglio.

Chi tende a mettere sempre gli altri al primo posto e fatica a riconoscere i propri bisogni.

Chi sente una tensione interna costante, una fatica che non riesce a spiegare ma che pesa.

Chi si trova in un periodo in cui tutto sembra troppo: troppe richieste, troppe emozioni, troppe aspettative.

Chi ha il desiderio di ascoltarsi di più, conoscersi meglio, o semplicemente avere uno spazio dove poter essere sé stesso, senza giudizio.

Chi sente che il corpo manda segnali (stanchezza, tensioni, ansia) ma non riesce a dare un nome a quello che accade dentro.


Come funziona un incontro?


Un incontro di counseling dura 50 minuti e si svolge solitamente una volta la settimana per una durata di 2-3 mesi.

È uno spazio di dialogo e conoscenza di sè, in cui poter portare quello che si sta vivendo: una situazione difficile, una scelta, una transizione.

L’incontro può avvenire in presenza a Verona in via Pradelle 5 oppure online.


Cosa non è il counseling


Il counseling non è una terapia e non è riservato a chi ha un problema grave o una diagnosi. Non si scava nel passato alla ricerca di traumi e non si dà una valutazione clinica (psicoterapeuta), non si prescrivono farmaci (psichiatra). È uno spazio per chi è funzionale in tutto (lavoro, famiglia, relazioni etc) ma avverte una fatica, un blocco, una domanda a cui non riesce a rispondere da solo.

CounselorPsicologo-PsicoterapeutaPsichiatra (medico)
Obiettivocrescita, benesserecura, disagiocura, patologie
Si occupa dirisorse personali,
transizioni di vita
disagio psichico,
sintomi, disturbi
disturbi mentali,
patologie psichiatriche,
prescrizione farmaci

Basi epistemologiche


Il counseling gestaltico nasce dal lavoro di Fritz Perls negli anni Cinquanta, in dialogo con la psicologia della Gestalt, la fenomenologia e l’approccio centrato sulla persona di Carl Rogers.

Il principio di fondo è semplice: la persona non è un problema da risolvere, ma un organismo in relazione con il proprio ambiente.

Integro l’approccio bioenergetico di Alexander Lowen con la dimensione corporea: il corpo non illustra quello che sentiamo, lo è. Tensioni, posture, respiro sono parte del racconto, non soltanto sfondo.

Questo approccio ha radici negli anni ’50 del Novecento. Per chi fosse interessato ad una minima bibliografia può partire da:

Carl Rogers (1951), La terapia centrata sul cliente. Il testo che ha ridefinito la relazione d’aiuto: ascolto, accettazione incondizionata, presenza autentica. Rogers non parla di pazienti ma di persone. La relazione è orizzontale, non verticale.

Fritz Perls (1951), La terapia della Gestalt. Espone il concetto di contatto, di confine, di qui e ora come luogo del cambiamento.

Alexander Lowen (1958), Il linguaggio del corpo. Lowen è il fondatore della bioenergetica: l’idea che il corpo non sia separato dalla mente ma ne sia l’espressione diretta. Allievo di Wilhelm Reich.

A distanza di 70 anni molto è cambiato: la ricerca nelle neuroscienze ha confermato quello che Perls, Rogers e Lowen intuivano sul corpo e sulla relazione. Ma le basi restano le stesse: il cambiamento nasce dalla consapevolezza, non dalla correzione. La relazione è già di per sé terapeutica. Il corpo sa (e mostra) cose che la mente non ha ancora elaborato.

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